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La nascita
Correva il 24 novembre 1906 quando nella sede municipale del comune
di Cividale del Friuli erano convocati i rappresentanti dei comuni
di Brazzano, Buttrio, Chiopris, Cormons, Corno di Rosazzo, Ipplis,
Manzano, Premariacco, Prepotto, Remanzacco, Rodda, S.Giovanni di
Manzano, S.Pietro al Natisone e Tarcetta per discutere e deliberare
sulla convenienza ed opportunità di promuovere la costituzione
di un Consorzio per la fornitura di acqua potabile.
Una scelta importante che segnerà il tempo dell'acquedotto
di Cividale e concluderà il periodo di gloria della fontana
di piazza del Mercato.
Il Consorzio nasce per la volontà di diversi comuni di dare
una pratica soluzione ad un problema insoluto: derivare, trasportare
e distribuire la quantità d'acqua potabile necessaria al
fabbisogno dei centri cittadini.
Fu così che formalmente il giorno 23 novembre 1911 i Comuni
di Cividale del Friuli, Buttrio, Corno di Rosazzo, Ipplis, Manzano,
Moimacco, Pavia di Udine, Pradamano, Premariacco, Remanzacco, S.Giovanni
di Manzano, Trivignano Udinese si costituiscono in consorzio volontario
allo scopo di provvedere alla completa esecuzione di un progetto
tecnico amministrativo per la costruzione di un acquedotto di derivazione
e distribuzione nei rispettivi territori dell'acqua della sorgente
detta "Pojana" sita in Comune di Tarcetta. Successivamente
con decreto prefettizio 28 febbraio 1912 n.4549 viene costituito
il Consorzio del Poiana.
Il Consorzio aveva tra i suoi compiti istituzionali la progettazione,
l'esecuzione e la manutenzione dell'acquedotto. La spesa per la
progettazione, l'esecuzione dell'opera e la sua gestione e manutenzione
fu sostenuta da ciascun comune nella misura stabilita sul progetto
tecnico amministrativo. Durante tutto l'arco del 1911 perdurarono
le trattative con il comune di Tarcetta per ottenere le necessarie
garanzie sui permessi per la costruzione dell'opera di presa.
Il progetto della presa, già affidato prima del 1910 all'ing.
Paciani, viene avviato dopo un sopralluogo eseguito il giorno 25
maggio 1910 come riportato "in primis et ante omnia" nella
delibera dell'Assemblea Consorziale della stessa data. Successivamente
prendono avvio i lavori della presa.
Il progetto prevedeva la costruzione di un'unica galleria filtrante
che, se non sufficiente a fornire l'acqua necessaria a tutti i comuni
del sodalizio, sarebbe stata potenziata con la costruzione di ulteriori
gallerie trasversali. Nonostante l'incertezza sulla portata educibile
l'assemblea decise di iniziare la costruzione della galleria principale
che comunque risultava necessaria. Il 15 luglio 1911 l'ing. Nob.
Paciani e l'ing. Cav. Granzotto, nel frattempo incaricato di cooperare
alla direzione lavori nell'esecuzione della presa, comunicano in
assemblea le difficoltà riscontrate nella costruzione della
presa riconoscendo "la necessità di cambiare rotta"
per la presenza d'acqua nello scavo.
Si decise allora di sostituire la galleria filtrante con un cunicolo
di presa posto alla profondità della falda venuta allo scoperto
con l'apertura dello scavo della galleria. Al fine di poter costruire
tale nuovo manufatto veniva previsto un canale fugatore avente la
funzione basilare di abbassare la falda acquifera sino ad una quota
tale da permettere di poter lavorare all'asciutto. Dall'apertura
dello scavo emerge che la falda acquifera risulta protetta da due
potenti strati di argilla che riducono notevolmente i rischi di
vulnerabilità della falda. Il 21 settembre 1911 risulta già
ultimato il canale fugatore ed in pari data risultano già
iniziati i lavori di scavo del cunicolo di raccolta. Il costo dell'opera
di costruzione del cunicolo di raccolta, del canale fugatore e dell'edificio
di presa viene preventivato in Lit. 45.700 .
Il 24 novembre 1891 viene presentato il progetto dell'acquedotto
Poiana a firma dell'ing. Ugo Granzotto. Singolare la polemica riportata
sulla cronaca del giornale "La Patria del Friuli" del
23 gennaio 1912 ove si argomenta, alla stessa stregua delle grandi
opere pubbliche di oggi, sulla lievitazione delle spese e sulle
scelte progettuali: "La giunta del Consorzio per l'Acquedotto
Poiana, dopo d'aver attraversato un periodo di misterioso silenzio,
da sembrare quasi un comitato segreto della Giovane Italia, da qualche
tempo s'è fatta viva pubblicando sui giornali della provincia
le relazioni delle sue sedute
. Abbiamo appreso che la spesa
per il progetto che non doveva superare le diecimila lire salì
invece a ventimila quantunque l'ingegnere progettista abbia ridotto
la specifica del 50% di cui fu ringraziato." E nel formulare
una serie di considerazioni sulla scelta dei tubi Mannesmann anziché
tubi in ghisa conclude: "a noi sembra che le osservazioni espresse
dovrebbero essere sufficienti a far sì che i componenti della
giunta anziché incensarsi reciprocamente pensassero seriamente
all'errore al quale ciecamente vanno incontro e pensare invece alla
responsabilità cui vanno incontro per gli inconvenienti del
progetto dell'acquedotto a cui si rimedia oggi col fare il giro
delli Comuni."
Nella seduta del 10 aprile 1913, su proposta dello stesso ing. Ugo
Granzotto, si demandò ala volontà dei singoli Comuni
di sostituire i tubi Mannesmann con tubi in ghisa assumendosi a
loro carico la ulteriore spesa.
Nel frattempo veniva stipulato il contratto preliminare per l'acquisto
delle sorgenti del Poiana compresa una zona di protezione delle
medesime con il Comune di Tarcetta.
Il 27 dicembre 1913 il Consorzio deliberava di acquistare definitivamente
le sorgenti del Poiana nonché le terre ad esse adiacenti
e più precisamente una superficie di 18460 mq. I lavori di
posa delle condotte avevano avuto inizio ed in base ad una relazione
dell'ing. Granzotto al 16 maggio 1914 risultavano eseguiti 6000
metri di condotta in ghisa dalla presa al grande serbatoio di Monte
dei Bovi sopra Cividale. Quest'ultimo era già quasi ultimato.
I lavori procedevano a rilento sia a causa della disorganizzazione
dell'impresa sia a causa di forza maggiore quale il rigore delle
stagioni invernali; nel 1915 a causa degli eventi bellici per ordine
dell'autorità militare furono sospesi per tre mesi. Nello
stesso periodo l'ing. Ugo Granzotto, progettista e direttore dei
lavori, fu temporaneamente sostituito dall'ing. Lorenzo de Toni.
Si facevano via via sempre più pressanti le richieste di
accelerare l'esecuzione dei lavori da parte dei Comuni consorziati
che a fronte di notevolissimi investimenti sostenuti con le esigue
casse comunali, non vedevano ancora il prezioso elemento defluire
nelle tubazioni comunali e tanto meno entrare gli incassi che dall'acquedotto
erano previsti.
L'ing. De Toni relazionando all'assemblea consorziale il 25 settembre
1915 sull'andamento dei lavori affermava: "la costruzione dell'acquedotto
era a buon punto, mancando al compimento solo la diramazione presso
Corno di Rosazzo ed alcuni attraversamenti di strade e canali, ma
l'inizio delle operazioni di guerra fecero sospendere ogni lavoro
d'ordine dell'autorità militare e ciò fu causa di
un notevole ritardo".
Proseguivano intanto le prove di carico e collaudo delle condotte,
con grosse difficoltà legate sia alla mancata previsione
di elementi di sfiato delle condotte sia a manovre di carico troppo
repentine; quest'ultime portavano portavano le condutture a sopportare
pressioni non previste in fase di progettazione. Naturalmente accanto
a queste cause c'erano anche quelle derivate da difetti costruttivi
delle tubazioni.
Superate anche queste ulteriori complicazioni tecniche l'acqua cominciò
ad essere erogata nei comuni di Buttrio, Ipplis e naturalmente Cividale.
Le portate erano comunque ridotte a causa delle richieste delle
autorità militari che dovevano assicurare, con precedenza
assoluta, l'approvvigionamento d'acqua alle truppe.
Successivamente alla messa in esercizio delle tubazioni ed al completamento
dell'anello di Cividale, dei collegamenti di Corno di Rosazzo, Spessa
e dell'oltre Torre, l'ing. Granzotto riprese la direzione lavori
e proponeva di costruire un manufatto in località Tiglio
per ovviare ai problemi altimetrici che parecchie volte avevano
già reso vane le operazioni di caricamento delle condotte.
Si trattava di un piccolo serbatoio interruttore che aveva il compito
di stabilizzare la pressione.
I lavori proseguirono sino al 1920, anno in cui venne inaugurato
l'acquedotto.
Nel medesimo anno iniziavano a delinearsi le prime idee per la costruzione
della sede del Consorzio, che sino ad allora aveva avuto diverse
ubicazioni a cominciare da quella della sede municipale di Cividale
sino a casa Brusini nel 1920.
Il 26 novembre 1921 veniva deliberato di acquistare un terreno di
2700 mq dalla contessina Elvira de Nordis all'esterno della porta
di borgo S.Pietro e successivamente nello stesso anno fu approvato
il progetto per la costruzione della sede consorziale a firma dell'architetto
D'Aronco .
La sede fu ultimata nel 1926 destinando il piano terra agli uffici
del Consorzio ed il primo piano ad appartamento del Direttore del
Consorzio.
Da quel momento si susseguirono innumerevoli interventi nei comuni
consorziati per il potenziamento dell'acquedotto e la sua manutenzione.
Il Consorzio Acquedotto Poiana continuò ininterrottamente
ad erogare acqua dalla sorgente Poiana sino al 1962 anno in cui
a causa della siccità della stagione estiva del 1961 si provvide
a perforare un primo pozzo a S.Nicolò di Manzano da cui prelevare
100 l/s .
Successivamente per assicurare un servizio più continuo,
anche in caso di guasto della pompa, a S.Nicolò fu perforato
un secondo pozzo nel 1972 ed ancora un terzo nel 1992.
Sempre a causa della maggiore richiesta idrica e degli eventi siccitosi
dell'inverno 1989 il Consorzio Acquedotto Poiana decise di provvedere
alla perforazione di un nuovo pozzo a Cividale del Friuli in località
S.Giorgio per edurre una portata di 70 l/s. Attualmente il Consorzio
Acquedotto Poiana sta monitorando la presa della nuova sorgente
Arpit, ove ha ottenuto la concessione alla captazione di 50 l/s.
Inoltre è allo studio un'interessantissima idea per l'approvvigionamento
di acqua potabile a gravità dalle falde del monte Stol nella
vicina Slovenia.
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